Il 2026 è l’anno in cui il segnalamento italiano cambia pelle. Con l’attivazione dell’ERTMS sulla tratta Orvieto–Settebagni, l’ultimo segmento della direttissima Roma–Firenze ancora in attesa dell’aggiornamento, una delle linee più trafficate del Paese passa interamente al nuovo standard europeo. Un tassello di un programma nazionale molto più ampio, che ridisegna il modo in cui i treni “parlano” con l’infrastruttura.
Cosa è successo sulla Roma–Firenze
La tratta Orvieto–Settebagni è stata descritta da RFI come l’ultimo tratto della Roma–Firenze ancora privo dell’aggiornamento tecnologico. L’attivazione, prevista per aprile 2026, ha comportato una finestra di interruzione della circolazione nel fine settimana e un ritorno progressivo alla normale operatività nei giorni successivi. L’intervento su questa tratta vale circa 147 milioni di euro, in parte finanziati attraverso il PNRR.
Secondo il gestore dell’infrastruttura, il passaggio al nuovo sistema garantisce maggiore affidabilità e regolarità del servizio, con costi di gestione e manutenzione inferiori rispetto alle tecnologie di segnalamento tradizionali.

ERTMS ed ETCS: perché non è “solo” segnalamento
L’ERTMS (European Rail Traffic Management System) è lo standard europeo pensato per superare la frammentazione dei sistemi nazionali e rendere i treni interoperabili tra reti diverse. La sua componente di controllo marcia treno è l’ETCS (European Train Control System): nei livelli più evoluti la supervisione continua della velocità e il distanziamento non dipendono più dai segnali laterali, ma dallo scambio di dati fra il calcolatore di bordo e la centrale di blocco radio.
Questo comporta un cambiamento profondo: l’infrastruttura diventa un sistema in cui elettronica, telecomunicazioni e armamento devono essere perfettamente coerenti tra loro. La posizione delle boe, la geometria del binario, la documentazione dei raccordi e delle interferenze non sono dettagli accessori: sono dati che il sistema di controllo dà per esatti.
Il quadro nazionale
La Roma–Firenze è un capitolo di un piano di respiro nazionale. Il programma di adozione dell’ERTMS in Italia interessa circa 2.800 km di rete, con un sostegno del PNRR nell’ordine dei 2,5 miliardi di euro e un traguardo di completamento fissato per giugno 2026. Sul fronte del materiale rotabile, il Gruppo FS ha annunciato l’obiettivo di equipaggiare con ETCS di bordo oltre 20.000 treni entro il 2030.
Orvieto–Settebagni: ~147 milioni di euro (in parte PNRR). Piano nazionale: ~2.800 km di rete, ~2,5 miliardi dal PNRR, completamento atteso a giugno 2026, oltre 20.000 treni con ETCS di bordo entro il 2030.
Perché ci riguarda da vicino
Un’infrastruttura che si affida al dato per gestire il distanziamento alza l’asticella sulla qualità di ciò che sta “sotto”: armamento, geometria, raccordi e documentazione. Ogni modifica di tracciato, ogni raccordo allacciato alla rete nazionale, ogni intervento di adeguamento va progettato e verificato in coerenza con l’evoluzione del segnalamento e con le prescrizioni di RFI e ANSFISA.
È il terreno su cui lavoriamo ogni giorno: rilievi plano-altimetrici accurati, analisi e gestione dell’infrastruttura dei raccordi, progetti di modifica e supporto normativo. In uno scenario ERTMS, un rilievo tracciabile e una documentazione ordinata non sono un adempimento formale, ma la base su cui poggia la sicurezza dell’esercizio.

In sintesi
Il completamento della Roma–Firenze non è un traguardo isolato ma il segnale che l’intera rete si sta muovendo verso un modello data-driven. Per chi progetta e verifica l’armamento, significa una cosa semplice: la precisione del dato di partenza diventa parte integrante della sicurezza.
Fonti: Railway Gazette / RailTech — «ERTMS set to go live on final Rome–Florence high-speed section in April» (marzo 2026); RFI / Gruppo FS, comunicazioni sul programma ERTMS e PNRR; European Commission — Mobility and Transport, ERTMS Italia.